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La quantificazione del danno nel processo antitrust

La voce, premessa l’opzione per la funzione epistemica e la struttura fact intensive del processo in materia, tratta l’argomento della prova nei casi antitrust, esaminando i tipi di prova più idonei alla ricerca della verità processuale e in particolare l’uso della prova economica, con le questioni relative alla selezione degli esperti economisti e al loro ruolo, alla gestione della consulenza e alla sua valutazione in relazione allo standard opinabile di evidenza dei fatti tecnico-economici.

In questo contesto si occupa anche della efficacia probatoria in sede di private enforcement da parte delle Corti nazionali delle decisioni adottate in sede di public enforcement da Commissione e Autorità Nazionali per la Concorrenza, e della liquidazione equitativa del danno. La tesi critica è quella della necessità, per l’ efficace attuazione del diritto antitrust nei conflitti intersoggettivi, di un modello di giudice della concorrenza specializzato ed europeo, capace di ridurre l’ asimmetria epistemica rispetto agli economisti, a cui deve richiedersi un ausilio in termini di Forensic Economics, e la conclusione è quella della occasione in tal senso perduta con la mancata effettiva attuazione della legge istitutiva del tribunale dell’ impresa.

Autore voce 033/2013: Gabriella Muscolo

© Copyright 2013 – Voce da citarsi come: G. Muscolo, La quantificazione del danno nel processo antitrust, in L.F. Pace (a cura di), Dizionario sistematico della concorrenza, Jovene, 2013, 338

 

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