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Aggiornamento: L’azione risarcitoria, l’onere della prova e gli strumenti processuali ai sensi del diritto italiano

Dizionario sistematico del diritto della concorrenzaIl Tribunale di Milano, in una delle prime sentenze italiane di private enforcement (follow-on al procedimento A357, in cui l’AGCM ha accertato lo sfruttamento abusivo della posizione dominante detenuta da Telecom nel mercato all’ingrosso della terminazione fisso–mobile, praticata mediante l’imposizione agli operatori nuovi entranti di tariffe discriminatorie rispetto a quelle praticate alle proprie divisioni commerciali), ha confermato che il provvedimento AGCM rappresenta prova privilegiata per l’accertamento del danno in sede civile. Il Giudice ha riconosciuto all’attrice il ristoro del danno emergente per i maggiori costi sopportati (overcharge, comprensivo degli interessi compensativi del danno derivante da mancata disponibilità della somma, oltre a rivalutazione), così come quantificato sulla base di uno scenario controfattuale elaborato dal CTU, mentre ha respinto la domanda di risarcimento del danno da lucro cessante non essendo stata la stessa sostenuta da elementi di prova (Trib. Milano, Sez. I, Sentenza 13 gennaio 2013).

Alle medesime conclusioni è giunto il Tribunale di Milano in un altro giudizio civile intentato in relazione alla stessa condotta abusiva. Il Giudice ha condannato la società Vodafone, per la quale il procedimento A357 si era concluso con l’accettazione di impegni da parte dell’AGCM, poiché “il diverso esito del procedimento […] non possa privare di rilievo gli elementi raccolti nel corso dell’indagine dell’AGCM anche nei confronti della convenuta [poiché] la valutazione di idoneità degli impegni da parte dell’Autorità nel rispetto del principio di proporzionalità, non possa che presupporre una condotta anticoncorrenziale […] in considerazione della strumentalità dei primi per elidere le conseguenze distorsive della seconda” (Trib. Milano, Sez I, Sentenza 1 ottobre 2013).

Ancora, alle stesse conclusioni, è giunto il medesimo Giudice nella causa nella quale parte attrice era un operatore né denunciante né intervenuto nel procedimento A357 poiché, pur non potendo “dirsi un’azione follow-on in senso stretto [,] l’elemento del follow-on va valutato rispetto al soggetto indagato e sanzionato piuttosto che rispetto alla vittima [oltre a ritenere che l’AGCM] operi a tutela dell’interesse pubblico” (Trib. Milano, Sez. I, Sentenza 27 dicembre 2013). In quest’ultima sentenza il Giudice ha precisato come la prova privilegiata costituita dal provvedimento antitrust valga soltanto in relazione all’accertamento della posizione dominante sul mercato rilevante e della sussistenza del comportamento accertato, mentre, con riguardo agli altri elementi necessari per la quantificazione del danno (sussistenza del danno, nesso di causalità, individuazione degli elementi necessari alla quantificazione del risarcimento –overcharge, passing-on, margin squeeze– e analisi delle diverse componenti del danno), si dovranno applicare le regole generali in tema di onere probatorio (assolvibile, ovviamente, anche per presunzioni). In particolare, il Giudice ha ritenuto che la presunzione circa il nesso di causalità valga soltanto per i casi di cartello e non per quelli di abuso di posizione dominante.

La Corte di Cassazione ha confermato che il soggetto assicurato che proponga azione risarcitoria nei confronti dell’impresa di assicurazione che sia stata sanzionata dall’Autorità antitrust per aver posto in essere un’intesa anti concorrenziale, può fondare la presunzione dell’indebito aumento del premio assicurativo per effetto dell’intesa anticoncorrenziale, nonché la misura di tale aumento, producendo in giudizio la polizza assicurativa contratta oltre all’accertamento, in sede amministrativa, dell’intesa. In tal caso non sarà violato il brocardo “praesumptum de praesumpto non admittitur” poiché il danno subito dai singoli assicurati sarà ricompreso nel danno, accertato dal provvedimento AGCM, subito dalla generalità degli assicurati (Cass., Sez. I, Sentenza 22 maggio 2013, n. 12551).

Autore: Rino Caiazzo

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© Copyright 2014 – Da citarsi come: R. Caiazzo, Aggiornamento della voce L’azione risarcitoria, l’onere della prova e gli strumenti processuali ai sensi del diritto italiano, in L.F. Pace (a cura di), Dizionario sistematico della concorrenza, Jovene, 2013, disponibile al sito www.competition-law.eu.

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