Università degli Studi del Molise Commissione Europea Training of National Judges in EU Competition Law Autorità garante della concorrenza e del mercato Consiglio Superiore della Magistratura Scuola Superiore della Magistratura

Aggiornamento: Il riparto dell’onere della prova ai sensi dell’art. 3 Reg. 1/2003 anche con riferimento all’art. 101 § 3 TFUE

Il Tribunale ha recentemente confermato il proprio orientamento circa la differenza esistente tra pratiche concertate per l’oggetto e per l’effetto in termini di onere probatorio. In particolare, i giudici di primo grado hanno ribadito che nel caso in cui l’analisi del tenore della pratica concordata non rivelasse un pregiudizio alla concorrenza di sufficiente entità, occorrerebbe prendere in esame i suoi effetti, e per vietarla, dovrebbero sussistere tutti gli elementi che dimostrato che la concorrenza é stata di fatto impedita, ristretta o falsata (Trib. CE, 14 marzo 2014, causa T-587/08 Fresh Del Monte Produce, Inc c. Commissione, punto 304).

La Corte di Giustizia si é recentemente espressa circa lo standard probatorio necessario al fine di invertire la presunzione semplice secondo la quale se le imprese hanno scambiato informazioni commercialmente sensibili e sono rimaste attive sul mercato, é possibile presumere che tali imprese non abbiano non potuto tenere conto delle informazioni scambiate. In particolare, la Corte ha ritenuto – confermando l’orientamento del Tribunale – che i dati relativi ai volumi di vendita ed i prezzi praticati dall’impresa interessata non consentono di dimostrare, da soli, che questa impresa non abbia tenuto conto delle informazioni scambiate con i suoi concorrenti nel determinare il suo comportamento sul mercato (C. giust., 5 dicembre 2013, causa C-449/11 P, Solvay Solexis c. Commissione, punto 39). [aggiornamento nota 26 della Voce]

Il Tribunale ha recentemente confermato che é sufficiente la partecipazione a discussioni sui prezzi affinché sia integrata una violazione dell’articolo 101 (1) TFUE, pur se tali discussioni non hanno portato al coordinamento o determinazione di tali prezzi. (Trib. CE, 16 settembre 2013, causa T-396/10, Zucchetti Rubinetteria SpA c. Commissione, punti 52-60).

Il Tribunale ha recentemente ricordato che sebbene sussista un’infrazione unica ove gli accordi o le pratiche concordate, pur vertendo su prodotti, servizi o territori distinti, si inseriscono in un piano globale posto in esecuzione consapevolmente dalle imprese interessate allo scopo di realizzare un unico obiettivo anticoncorrenziale, l’accertamento di detta infrazione non è tale da far venir meno la condizione preliminare relativa all’esistenza di una distorsione della concorrenza riguardante ciascuno dei mercati di prodotti interessato dalla suddetta infrazione unica (Trib. CE, 16 settembre 2013, causa T-380/10, Wabco Europe, Wabco Austria GesmbH, Trane Inc., Ideal Standard Italia Srl, Ideal Standard GmbH c. Commissione, punto 92).

Il Tribunale ha rilevato che il fatto che la Commissione non sia tenuta a dimostrare la reciprocità di uno scambio di informazioni commerciali riservate tra due imprese concorrenti per constatare un’intesa non consente tuttavia di concludere che lo scambio di tali informazioni tra non concorrenti possa comportare una distorsione della concorrenza su un mercato dove solo una delle imprese partecipanti é attiva (Trib. CE, 16 settembre 2013, causa T-380/10, Wabco Europe, Wabco Austria GesmbH, Trane Inc., Ideal Standard Italia Srl, Ideal Standard GmbH c. Commissione, punto 101).

Il Tribunale ha recentemente chiarito che se un’impresa ha preso parte direttamente a uno o più comportamenti anticoncorrenziali che compongono un’infrazione unica, ma non risulta provato che tramite il proprio comportamento essa intendesse contribuire al complesso degli obiettivi comuni perseguiti dagli altri partecipanti al cartello e che fosse al corrente di tutti gli altri comportamenti illeciti previsti o attuati da detti partecipanti nel perseguire i medesimi obiettivi o che potesse ragionevolmente prevederli e fosse pronta ad accettarne il rischio, la Commissione deve limitarsi a imputarle la responsabilità dei soli comportamenti ai quali essa ha partecipato direttamente e dei comportamenti previsti o attuati dagli altri partecipanti nel perseguire obiettivi analoghi a quelli che essa perseguiva e dei quali sia dimostrato che essa era al corrente o che poteva ragionevolmente prevederli ed era pronta ad accettarne il rischio (Trib. CE, 16 settembre 2013, causa T-378/10, Masco Corp ed altri c. Commissione, punto 26).

Il Tribunale ha recentemente confermato il proprio orientamento in relazione al rapporto tra nozione di infrazione unica e continuata e durata dell’infrazione. In particolare, il Tribunale ha ricordato che la possibilità presumere che l’infrazione – o la partecipazione di un’impresa all’infrazione – non si sia interrotta, sebbene la Commissione non possieda prove dell’infrazione per taluni periodi determinati, é subordinata al fatto che le diverse azioni che compongono tale infrazione perseguano una medesima finalità e possano inserirsi nell’ambito di un’infrazione a carattere unico e continuato, constatazione che deve basarsi su indizi oggettivi e concordanti che dimostrino l’esistenza di un piano d’insieme (Trib. CE, 17 maggio 2013, cause riunite T-147/09 e T-148/09, Trelleborg Industrie SAS e Trelleborg AB c. Commissione, punti 61-62).

Il Tribunale si é recentemente espresso circa la portata di quelle condotte prodromiche al raggiungimento di un vero e proprio accordo ritenendo che il fatto di aver trasmesso informazioni ai propri concorrenti al fine di preparare un accordo anticoncorrenziale sia sufficiente a provare l’esistenza di una pratica concordata (Trib. CE, 17 maggio 2013, causa T-154/09, Manuli Rubber Industries SpA c. Commissione, punto 106).

© Copyright 2014 – Da citarsi come: G.L. Zampa – G. Attinà – G. Panaccione, Aggiornamento alla voce Il riparto dell’onere della prova ai sensi dell’art. 3 Reg. 1/2003 anche con riferimento all’art. 101 § 3 TFUE, in L.F. Pace (a cura di), Dizionario sistematico della concorrenza, Jovene, 2013, disponibile al sito www.competition-law.eu.

Autore: Gian Luca ZampaGiulia AttinàGloria Panaccione

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