Università degli Studi del Molise Commissione Europea Training of National Judges in EU Competition Law Autorità garante della concorrenza e del mercato Consiglio Superiore della Magistratura Scuola Superiore della Magistratura

Aggiornamento: I rapporti tra diritto antitrust e diritti di proprietà intellettuale

Dizionario sistematico del diritto della concorrenzaI. Novità normative

Il 21 marzo 2014, la Commissione europea ha reso noto di avere adottato il nuovo regolamento di esenzione per categoria sugli accordi di trasferimento di tecnologia e le relative Linee direttrici (non ancora pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell’UE). La nuova disciplina, che entrerà in vigore il primo maggio 2014, sarà valida fino al 2026. Tra le principali novità, si segnala l’eliminazione della previsione che consentiva, nell’ambito di accordi tra non concorrenti, di riconoscere al licenziatario una protezione territoriale assoluta per i primi due anni di attività. Il nuovo regolamento esclude, poi, che possano beneficiare dell’esenzione sia la c.d. clausola di retrocessione, sia la c.d. termination clause (nei casi di licenza non esclusiva); tali clausole dovranno, quindi, essere valutate caso per caso. Per quanto riguarda le Linee direttrici, le principali novità concernono i pool tecnologici e gli accordi di composizione transattiva. In particolare, con riferimento a questi ultimi, la Commissione ha chiarito che, in determinate circostanze, essi possono rientrare nel campo di applicazione dell’articolo 101 § 1 TFUE (ad esempio, qualora siano volti a ritardare o limitare la capacità di un licenziatario di lanciare un nuovo prodotto sul mercato). In proposito, la Commissione ha sottolineato che presterà particolare attenzione a quegli accordi transattivi conclusi tra concorrenti (attuali o potenziali), generalmente definiti “pay-for-delay” o “reverse payment patent settlement (cfr., infra, le recenti pronunce della Commissione e dell’AGCM nei confronti di alcune imprese farmaceutiche).

II. Decisioni della Commissione Europea

La Commissione europea ha concluso due procedimenti avviati nei confronti di alcune imprese farmaceutiche, accertando la violazione dell’articolo 101 § 1 TFUE. In particolare, con decisione adottata il 19 giugno 2013, la Commissione ha irrogato una sanzione di €93,8 milioni alla società farmaceutica danese Lundbeck per aver concluso un accordo con alcuni produttori di farmaci generici (cui sono state irrogate sanzioni per un totale di €52,2 milioni) volto a ritardare l’immissione in commercio della versione generica e più conveniente di un proprio farmaco antidepressivo (Citalopram), la cui protezione brevettuale era ormai scaduta (caso COMP/39.226, “Lundbeck”). Con decisione del 10 dicembre 2013, la Commissione ha poi comminato sanzioni per oltre €16 milioni alle società farmaceutiche Johnson&Johnson e Novartis, in solido con le rispettive controllate olandesi, per un accordo concluso al fine di ritardare la commercializzazione da parte di Sandoz (controllata olandese di Novartis), sul mercato dei Paesi Bassi, del farmaco generico equivalente ad un farmaco analgesico (Fentanyl) di proprietà di Johnson&Johnson (caso COMP/39.685 – “Fentanyl”).

III. Decisioni dell’AGCM

Con provvedimento del 27 febbraio 2014, l’AGCM ha irrogato al gruppo Roche una sanzione di € 90,5 milioni e al gruppo Novartis una sanzione di €92 milioni, per avere concertato la differenziazione artificiosa dei rispettivi farmaci utilizzati per la cura di gravi patologie della vista (Avastin e Lucentis). Secondo l’AGCM, tali società si sarebbero accordate per impedire l’utilizzazione, in Italia, del più conveniente Avastin (di proprietà di Roche), in modo da favorire le vendite del Lucentis (registrato da Genentech – controllata di Roche – negli USA e da Novartis nel resto del mondo). In particolare, al fine di impedire che le vendite dell’Avastin potessero ostacolare lo sviluppo commerciale del più caro Lucentis, Roche e Novartis avrebbero posto in essere una complessa strategia collusiva, volta a limitare l’impiego di Avastin da parte dei medici curanti e dei pazienti, ingenerando ingiustificati timori sulla sua sicurezza. La giustificazione economica delle condotte del gruppo Roche risiederebbe nel suo interesse ad aumentare le vendite di Lucentis (in quanto attraverso la sua controllata Genentech ottiene su di esse rilevanti royalties da Novartis). L’interesse del gruppo Novartis sarebbe, invece, riconducibile oltre che ai profitti legati alla vendita del Lucentis, anche alla sua partecipazione in Roche (superiore al 30%).

IV. Giurisprudenza amministrativa nazionale

Il Consiglio di Stato – confermando in via definitiva la decisione dell’Agcm nel caso Pfizer – ha recentemente annullato la sentenza del TAR Lazio in merito ai limiti dello sfruttamento, da parte di un soggetto dominante sul mercato, delle facoltà connesse alla tutela brevettuale delle specialità farmaceutiche (v. il commento di Claudia D’Amore). In particolare, il giudice ha ritenuto che l’Autorità avesse correttamente ricondotto l’abuso escludente di Pfizer nella più ampia categoria dell’abuso del diritto, in considerazione del fatto che i comportamenti e gli atti posti in essere da Pfizer, pur concretando, se presi singolarmente, l’esercizio di facoltà previste dall’ordinamento, avevano determinato una complessa e articolata condotta anticoncorrenziale (Cons. St., Sez. IV, 12 febbraio 2014, n. 693).

© Copyright 2014 – Da citarsi come: E. Fabrizi – V. Veneziano, Aggiornamento alla voce I rapporti tra diritto antitrust e diritti di proprietà intellettuale, in L.F. Pace (a cura di), Dizionario sistematico della concorrenza, Jovene, 2013, disponibile al sito www.competition-law.eu.

Autore: Enrico FabriziValeria Veneziano

Vedi anche la voce del Dizionario

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Subscribe to Blog via Email

Enter your email address to subscribe to this blog and receive notifications of new posts by email.

RSS Feed