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Aggiornamento: La quantificazione del danno nel processo antitrust

Dizionario sistematico del diritto della concorrenzaNel 2013 sono stati pubblicati due strumenti europei di grande rilevanza per il diritto delle prove nel processo antitrust:

– il primo è il Documento di orientamento sulla quantificazione del danno (Quantifying antitrust damages-towards no binding guidance for Courts) accompagnato da una “Guida pratica”, alla cui elaborazione si è giĂ  fatto cenno (qui i relativi documenti della consultazione pubblica).

– il secondo è la proposta di direttiva sulle azioni di risarcimento del danno, che al Capitolo II (artt. da 5 a 8) regola la ostensione della prova e al Capitolo V (art. 16) la quantificazione del danno (Proposal for a directive of the European Parliament and of the Council on certain rules governing actions for damages under national law for infringements of the competition law provisions of the Member States and of the European Union, COM(2013)404final).

Il paragrafo 1 di detta disposizione interviene sulla allocazione dell’ onere probatorio, introducendo una presunzione iuris tantum di esistenza del danno in caso di accertamento di un cartello. Tale norma, può essere letta in combinato disposto con l’art. 13, paragrafo 2, che prevede una presunzione relativa di sussistenza del passing on nella medesima fattispecie.

La ragion d’essere di tali norme risiede nella mancanza di prossimità della prova dei fatti alla parte onerata e nell’intento di mitigare il suo onere probatorio senza ricorso al meccanismo della discovery con i relativi costi. .

La norma non prevede però alcuna presunzione di ammontare del danno, e in particolare quella per cui esso sarebbe quantificabile nell’overcharge conseguente al presunto passing on.

Il paragrafo 2 prescrive di non richiedere un onere e uno standard di prova tali da rendere l’esercizio del diritto della parte al risarcimento del danno di fatto impossibile o eccessivamente difficile; la norma, abbassando lo standard di evidenza dei fatti richiesto potrebbe far correre il rischio di sovra-compensazioni o sotto-compensazioni del danno.

Per contro la Commissione, con il Documento di orientamento, sia pur non vincolante, sembra voler fornire alle Corti linee guida in ausilio a una liquidazione effettiva del danno, con il raggiungimento di un elevato standard probatorio..

L’impatto dello strumento può essere differente in sistemi, quali quelli di common law, in cui da un lato l’economista può integrare la Corte, dall’altro i giudici hanno maggiore propensione all’uso della Law and Economics, e in sistemi, come la maggior parte di quelli di diritto continentale, che prevedono corti composte unicamente di giudici professionali e la nomina di esperti economisti da parte del giudice.

In questi ultimo il Documento di orientamento può aiutare i giudici nazionali nella gestione della prova economica, mediante la scelta tra i differenti modelli proposti, fondare la loro pretesa dell’uso da parte dell’ esperto della Forensic Economics e può facilitare la valutazione delle conclusioni dell’economista, e infine ridurre il gap epistemico tra esperto e giudice specializzato.

© Copyright 2014 – Da citarsi come: G. Muscolo, Aggiornamento alla voce La quantificazione del danno nel processo antitrust, in L.F. Pace (a cura di), Dizionario sistematico della concorrenza, Jovene, 2013, disponibile al sito www.competition-law.eu.

Autore: Gabriella Muscolo

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